LA CRISI INVESTE L’ ARENA

La crisi investe l’Arena: 20 dipendenti a riposo forzato.
Il “momentaccio” economico si riflette con conseguenze negative anche in una delle più fiorenti realtà produttive del Nucleo Industriale di Termoli. 13 operai e 7 impiegati si trovano in cassa integrazione da alcuni giorni, e si temono altri cicli di Cig e mancati rinnovi di contratti ad interim. Eppure i numeri dello stabilimento sono lusinghieri: 22.800 quintali di prodotti surgelai all’anno, per un fatturato di 14 milioni di euro.

 

Termoli – Fonte: Primonumero – Il periodo è davvero nero e la cassa integrazione non risparmia nessuno. Nemmeno una delle più “floride” realtà economiche di Termoli. All’Arena, stabilimento di produzione di prodotti surgelati che fa capo all’imprenditore molisano Dante Di Dario, venti persone sono state messe in cassa integrazione. Dallo scorso venerdì 13 operai e 7impiegati hanno smesso di recarsi al lavoro su decisione dei vertici aziendali. Un’anomalia, quella dell’alta percentuale di impiegati a riposo forzato. Che fa presagire – o almeno, questo è il timore di alcuni lavoratori – altri turni di Cig e perfino mancati rinnovi di contratti ad interim.

Ma a rendere insolita la crisi che ha investito l’Arena sono i numeri, che al contrario raccontano di una economia addirittura fiorente. Nel 2009 infatti sono stati prodotti ben 22.800 quintali di prodotti surgelati tra precucinati, prefritti, pastelle e riso pronto. Una cifra di tutto rispetto, decisamente superiore a quella degli anni scorsi. Il bilancio approvato nel 2009, che si riferisce chiaramente all’anno precedente, mette nero su bianco un fatturato di 14 milioni di euro. Insomma, l’Arena non sembra passarsela male, tutt’altro. Eppure nemmeno qui, nello scintillante fabbricato da 30mila metri quadrati che riflette il sole freddo di gennaio dalle mille finestre a specchio, le cose vanno al meglio. La paura, diffusa fra i cento dipendenti dell’azienda, è che alla cassa integrazione di questo periodo seguano altri periodi di “riposo forzato” e che molti dei contratti ad interim in scadenza non vengano rinnovati.

Come si spiega dunque il ridimensionamento produttivo, a fronte dell’enorme attivo dell’azienda? Un piccolo mistero che nessuno riesce a svelare, anche se una parziale interpretazione del “momentaccio” provano a darla alcuni fra gli stessi dipendenti, che ricordano come il gruppo imprenditoriale stia ancora pagando la crisi dell’aviaria, targata 2003. Un evento, quello del virus dei polli, che si era rivelato devastante per l’economia del Gruppo, che vanta ben 8 stabilimenti con certificazione di prodotti di qualità. «Le banche all’epoca cominciarono a ritirare fidi, e la situazione del credito bancario non è affatto migliorata. La liquidità si è ridotta sensibilmente con un meccanismo a catena, che si continua a pagare ancora oggi». Una versione che spiega solo parzialmente la decisione di mettere in casa integrazione un quinto dei lavoratori, compresi gli impiegati.

LA CRISI INVESTE L’ ARENAultima modifica: 2010-01-20T21:59:00+01:00da nuovatermoli
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